"Yohnna e il baluardo dei deserti " di Adreina Grieco









Strofinate la lampada: un fumo nero esce dalla sua piccola bocca, per poi diffondersi nell'aria. Un enorme volto felino appare davanti a voi. Gli occhi gialli vi guardano divertiti, mentre l'essere apre la bocca in un sorriso grottesco, mostrando i suoi denti affilati. “ Orsù, sono El Micio, il gatto-jinn della lampada, pronto per recensirvi un nuovo libro!” dice ridendo” Prima di iniziare, vorrei porvi una domanda: sapete cos’è un jinn?”. Scuotete la testa.
“Beh, vi spiego in breve: è una creatura del folklore arabo ed è molto bastarda. Possiedono poteri inimmaginabili e sono famosi per interpretare a modo loro certi desideri. Volete un assaggio? Guardate questa scena, ma vi avverto: fate attenzione a ciò che desiderate!”






El Micio si sbellica dalle risate. mentre metà pubblico vomita e metà rimane impassibile. "Cielo, mi ricorda quando quel tipo desiderò salire al potere e diventare ricco, peccato non avesse specificato di non avere, diciamo "effetti collaterali", quindi fu coinvolto in uno scandalo in tangenti e fuggì in Tunisia! Ora, concentriamoci sul libro di oggi!".  

Yohnna, giovane arrotino, sopravvive ad alterne fortune con il suo talento per i pugnali da lancio, la sua furbizia e una certa dose di sarcasmo. Smarrito nel deserto, in preda alla sete stappa una bottiglia trovata tra le sabbie e libera il malefico Jinn protettore dei Deserti. 
Dovrà imparare a convivere con l’abominio che ha liberato perché lo spirito lo perseguiterà con la scusa di un terzo desiderio ancora da esprimere.
Horèb, gigantesco Jinn dallo spiccato humor nero, svolge alla perfezione il compito di guardiano dei Deserti, salvo fatto il vizio di divorare esseri umani. Liberato dopo secoli, deve fare i conti con una nuova vita in cui non può più uccidere, pena la dannazione eterna. Ma le tentazioni sono sempre in agguato.
Tra palazzi sontuosi, combattimenti a colpi di sciabola e duelli di magia, Yohnna trascina il Jinn in una partita d’astuzia dall’esito incerto. Ma non è importante sapere chi vince finché si continua a giocare.






La struttura narrativa assomiglia a “le mille ed una notte”, in quanto un adulto Yohnna narra ad un viaggiatore le sue vicissitudini dell’infanzia ed addirittura durante la narrazione viene sostituito dallo stesso genio, per narrare i fatti dal suo punto di vista. Inoltre, proprio come fosse un racconto orale , vi sono interferenze del narratore, rompendo la quarta parete. Inoltre, proprio come la raccolta di racconti, la storia è ambientata in una Siria d’epoca lontana e fantastica. Altro riferimento a “le mille ed una notte” è l’incontro tra Yohnna ed il jinn che ricorda molto la scena del pescatore e del genio, soprattutto per l’astuzia del protagonista.

I personaggi sono ben caratterizzati e devo ammettere che quello che preferisco è proprio il genio: bastardo e manipolativo, ma anche capace di incredibili riflessioni, tra lui e Yhonna nascerà un rapporto strano, di amore ed odio. Lui non ammetterà mai di essersi affezionato all’arrotino! Interessante è anche il suo punto di vista nei confronti degli umani: alla fine è come se voi vedeste delle formiche. Provereste reale empatia per loro? Non fatevi inoltre ingannare dallo stereotipo europeo sulle donne arabe, la sorella di Yhonna è un ottimo arciere ed ha tenuto testa ad un jinn, rendendolo un personaggio caratterialmente forte.


Parlando dei lati negativi, la storia presenta degli elementi che stonano nel contesto culturale, vi spiego meglio, si nominano i caffè, quando questi locali nacquero per la prima volta con tale nome nel diciottesimo secolo e la trama pare essere in un tempo differente ed antecedente. Altro elemento era il “nada” detto da uno dei mercenari. La storia si svolge in Siria e dubito che la presenza di spagnoli fosse “marcata”, anche perché non era nemmeno una loro colonia. Nel libro non viene nemmeno spiegato se il mercenario fosse spagnolo o no, quindi si presume sia un refuso.
Nonostante queste due pecche, “Yohnna e il baluardo del deserto” è un fantasy che presenta un’ambientazione diversa dal medioevo europeo, più “esotica”, se così possiamo dire, e dei riferimenti alla mitologia arabica abbastanza fedeli. Consiglierei il libro non solo agli amanti del fantastico, ma anche agli appassionati di mitologia e folklore.

"Ed ora, se volete scusarmi, ho un appuntamento in sospeso con un mondo distopico!".


                                  BIOGRAFIA AUTRICE

Andreina Grieco è nata a Salerno nel 1984. Programmatrice specializzata in applicazioni web, vive a Milano da più di otto anni. È appassionata di libri fantasy, musica, giochi di ruolo, cultura giapponese e cultura araba. Si è avvicinata al mondo della scrittura partendo dalle fanfiction, per poi passare ai racconti originali. Nel tempo libero, canta in un gruppo jazz, fa cosplay e frequenta fiere del fumetto in tutta Italia.

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