mercoledì 29 luglio 2015

Parlando di draghi... L' antro del drago di Diego Tonini

Meow, buongiorno a tutti. Oggi si recenesirà  storie di draghi. Sono eccitato, parlerò finalmente dei miei simili (nonostante sia l'unico della mia specie che muta forma!).
 
 (Ecco cosa succede quando il cane del mio vicino mi molesta, pensando che io sia un semplice micio..).

Vi descriverò due libri che parlano di draghi che mi hanno particolarmente colpito: "L'antro del drago" di Diego Tonini e l'antologia "Occhi di drago".

"Lorin e' un nano, Lenilas un elfo nero. Non si sopportano, ma a causa di un debito devono viaggiare assieme: Arios, il viscido folletto, li ha incastrati e vuole che si rechino alla montagna dove viveva il vecchio drago per recuperare i tesori accumulati dal mostro ormai scomparso. Ma scendere nelle profondita' della terra non a' mai una buona idea, e quella che doveva essere una caverna disabitata ospita invece una misteriosa creatura che, disturbarta dai due avventurieri, fara' loro pentirsi di aver profanato l'antro del Drago".

Fortunatamente, le (dis)avventure del povero Lorin, ultimo tra i disgraziati, non finiscono qua (il mio desiderio si è avverato!). Costretto ad una bizzarra alleanza/convivenza con Lenilas, dovranno entrare nell'antro, presubimilmente vuoto, di un vecchio drago andato in pensione. Naturalmente, chi ha letto l'ultimo eroe, l'opera precedente di Tonini, saprà che la sfortuna è particolarmente infantuata del nostro povero nano (e pare che contagi tutti coloro con cui instaura amicizia, occhio!) che lo porterà a vivere situazioni a dir poco assurde.
Questo racconto breve strizza un occhio ai vecchi, usati, strausati, lerci e sudati clichés del fantasy ribaltandoli e creando situazioni divertenti. Abbiamo citazioni alle opere di Tolkien e Doungeons and Dragons: gli elfi neri che potrebbero essere i Drow del gioco di ruolo, i mezzi orchi (di cui ho apprezzato la distinzione tra ibridi nati da orco/umana, chiamati murchi,  e umano/orchessa, chiamati badorchi, in quando effettivamente in natura vi sono differenze tra ibridi nati da un certa coppia o un'altra)

(Eccovi qua un bell'esempio: il Ligre è un incrocio tra leone maschio e tigre femmina. Il tigone è un incrocio tra una tigre maschio e una leonessa. Cosa differenzia i due? La grandezza: il leone maschio e la tigre femmina non trasmettono il gene inibitore della crescita, che porta il ligre a diventare un bestione di 3,65 metri che pesa oltre 300 chilogrammi. Il tigone, al contrario, è piu piccolo. In entrambe le specie, comunque, i maschi sono sterili, mentre le femmine sono fertili).

(Dite la verità: è il micione dei vostri sogni. Ama le coccole, è socievole, sbrana i ladri, gli usurai ed i vicini rompiscatole).

Vengono menzionati anche un signore oscuro che vive in una terra piena di vulcani (anche se non so a quale dei due grandi oscuri si riferisca: Morgoth o Sauron?), spade (in)distruttibili, collane magiche (un riferimento all'anello portato da Frodo?), nani che vogliono entrare nella tana di un drago per avere un gioiello (chiara citazione al libro lo Hobbit) ed elfi vegetariani.
Non farò spoiler, ma posso dirvi solo che l'antro avrà una sorpresa... piagnucolosa.
Ho adorato anche l'invenzione finale di Arios in quanto avvicina la storia a una sorta di magicpunk! (ovvero, alcune "tecnologie" sostre potrebbero andare con la magia invece che con l'elettricità per dire).
 Naturalmente, aspetterò il seguito: riuscirà il nostro Lorin a fregare finalmente il viscido folletto?
Questo libro si merita un bel 10/10, non mi divertivo così da quando lessi "L'ultimo drago" di Jasper Fforde.
(Libro indimenticabile, così come la sua Quarkbestia. No, non è il dinosauro di Piero Angela).

Ora parliamo dell'antologia.
"Il Drago, la più emblematica e misteriosa delle creature del mondo fantasy, viene svelata attraverso lo sguardo e il cuore di otto promettenti autori del panorama fantastico.
Il Drago non è più il nemico da sconfiggere, la materia bruta che si contrappone al Bene Supremo o il servo fedele di qualche cavaliere, il Drago diventa artefice e protagonista del suo destino; una creatura dalle mille sfaccettature che attraverso la sua anima può trasmettere i sentimenti più umani, come rivelare la profondità stessa dell'Universo.
Il Drago che lotta contro le ingiustizie, il drago che sogna una vita migliore, il drago che vince le sue battaglie; il drago che vorrebbe amare, il drago che sa perdonare, il drago che sa distruggere, il drago che brama la fine di ogni cosa e il drago che nei suoi occhi cela guerra e speranza.
Otto racconti, otto interpreti, otto draghi indimenticabili."

Quest'antologia mi è piaciuta molto, poiché il tema principale è il drago come creatura dotata di anima, che vive, esattamente come noi o gli animali del nostro mondo. Non sono le creature corrotte ed avide dei miti nordici e delle storie di Tolkien. Possono essere genitori che difendono i propri cuccioli, vittime che perdonano o che si vendicano contro l'umanità.
Ma andiamo con ordine, analizzando ogni singolo racconto:

I MOSTRI GIUNTI DAL CIELO di Stefano Cariddi.
La vita di Baciato-dal-sole viene stravolta dalla venuta di mostri assassini. Chi sono queste creature che giungo dal cielo? Cosa vogliono? E perché desiderano uccidere il popolo di Baciato-dal-sole? Forse il motivo è molto piu reale di quanto pensiamo, soprattutto se ci riferiamo a periodi storici come la colonizzazione delle Americhe, o anche odierni...
Ho apprezzato l'introduzione di nomi "primitivi" come Baciato-dal-sole in quanto sottolinea la cultura ancestrale del protagonista. Non posso svelarvi molto, poiché sarebbe un grandissimo spoiler,  però posso dirvi che il finale ribalta la situazione del nostro protagonista, facendo andare l'intera storia da un'altra prospettiva.
Unica nota negativa:  mi sembra simile alla storia di un certo film con alieni blu... o alla storia di Pocahontas.
 Gli do un voto di 8/10

LE ROVINE di Federica Soprani.
Il tranquillo alloggio di un drago tra le rovine umane verrà disturbato da quattro insolenti con una giovane da sacrificare...
Ho respirato un'atmosfera di pacatezza e desolazione, quasi fossi stato io il drago nella foresta, tra le rovine, mentre fissava con tranquillità gli incauti viaggiatori. Attraverso i suoi occhi, i suoi pensieri, ho percepito un essere antico e solo, desideroso di compagnia.
Posso dire che qui compare un elemento folkloristico che ho apprezzato: la vergine sacrificata al drago. Naturalmente al lucertolone non importa di un donna impaurita e depressa, giustamente ha un territorio da difendere contro chi non si pulisce sullo zerbino (occhio a tutti voi avventurieri, noi draghi siamo bestie pulite!).
Nel finale si percepisce la stessa aura calma dell'inizio, con una rivincita nei confronti di chi ha sofferto i soprusi dai prepotenti.
Voto personale di 9/10

IL DRAGO DA TASCHINO di Ilaria Pasqua.

Lo ammetto: è il racconto piu curioso di tutti. Non solo ci mettiamo nei panni di un drago, ma di una statuetta di un drago. Mi spiego meglio: lui era un drago, poi è stato trasformato in un statua da un mago che si era vendicato di lui. Dentro l'animo, la nostra creatura rimane viva, ma può solo pensare, essere, non agire... una situazione deprimente ed angosciante (mi ricorda il caro vecchio supercomputer psicopatico AM del racconto "Non ho bocca e devo urlare"). Ci addentreremo nell'animo del drago, comprendendo il perché della sua condanna e del sentimento di odio che prova verso gli umani. Sarà l'amicizia con una bambina che lo porterà ad apprezzare gli esseri che considerava fragili e forse questa sua consapevolezza lo porterà a riavere ciò che ha perduto.
Lo stile è fluido e semplice, il linguaggio ironico ci permette di comprendere la relazione tra il drago-statuetta e la bambina dal punto di vista della creatura.
Unica nota negativa: il finale... non l'ho capito.
A parer mio, si merita un bel 9/10.

LA SOGNATRICE di Lorenzo Franchi

Lo considero il racconto piu triste subito dopo "I mostri giunti dal cielo". Questa è la storia di una dragonessa, Ramut, dotata di poteri chiaroveggenti ed oniromanti (vede il futuro nei sogni e penso che possa trasmettere telepaticamente le informazioni ed il suo potere ad un suo discendente) che prevede l'arrivo di una sciagura: un drago, Elur, desidera che lei distrugga le sua uova avute da una relazione precedente (comportamento molto diffuso tra gli animali, in particolare i leoni), per unirsi a lui. Le lascerà un giorno di tempo e lei dovrà escogitare l'unico modo per difendere i suoi cuccioli: sacrificarsi per la loro sopravivenza. Un cliché strausato che però è giocato bene poiché visto in chiave "dragonesca".
Elemento negativo: il finale troppo frettoloso.
A mio giudizio, si merita un bell' 8/10.

IL GIUDIZIO di Cinzia Ferrara.

Draghi ed umani combattono una guerra  sanguinaria da molti anni. Ma qualcuno desidera che vi sia una pace tra le due fazioni.
Così, tre entità, Pax (pace), Ius (credo che significhi diritto o giustizia) e Spes (Speranza), cercheranno di far capire a Gregor, generale delle'sercito umano, ed al drago Anziano, che in fondo sono state due creature che hanno sofferto, nello stesso modo.
Devo dire che i nomi delle tre entità rappresentano i tre elementi fondamentali per garantire una pacifica convivenza: la pace, la speranza e il diritto o la giustizia. Esatto, perché se vediamo il prossimo come nostro simile, che vive esattamente come noi (con un cuore che pompa, che prova dolore, che deve portare la pagnotta a casa ecc) e quindi ha i nostri stessi diritti, ciò porterebbe all'empatia, all'immedisimazione nei panni dell'altro. Sembra una cosa sconantata , ma quanti di voi sarebbero capaci di vedere un assassino come un uomo, non come un demone con le corna, sbavoso, che rutta, scorreggia e si mangia i bambini a colazione? Certo, ha delle colpe e deve pagare secondo la legge, ma noi demonizziamo tutto ciò che odiamo, dimenticando l'elemento fondamentale: è solo un uomo e chiunque di noi può ritrovarsi nei suoi panni.
Lato negativo: la parte dell'immedesimazione l'ho trovata un po' troppo semplificata.
A causa di questo elemento filosofico, si merita un bel 9/10

OCCHI DI DRAGO di Mario Pacchinetti.

Una dragonessa cova i suoi piccoli, sapendo che alla fine morirà per permettere loro di nascere. Un guerriero, Kluss, cerca vendetta contro chi gli ha distrutto la vita e l'infanzia. Per fare ciò, deve uccidere un drago e recuperare un corno, per poi affrontare finalmente l'uomo colpevole di tutto.
Elemento curioso è il fatto che i paesi stranieri descrivano i draghi come creature malvage, mentre quelli vicini li descrivono come creature tranquille.
I due punti di vista di Kluss e la dragonessa ci permettono di immedesimarci nella loro psicologia.
Il drago viene visto come una creatura che può guardare l'animo degli esseri che lo circonda, per questo non bisogna guardare nel suo occhio! Chiunque lo farà, vedrà con lo sguardo del drago e diventerà la bestia stessa.
Ho apprezzato particolarmente il finale: cos'è la vendetta? Un sentimento di rivalsa contro un torto subito, ma cosa succederebbe se si troverebbe una "sostituzione" a ciò che si ha perduto? E se il passato non avesse piu importanza?
Per questo importante elemento, si merita un bel 10/10.

IL COLORE DELLA GUERRA di Ester Trasforini

Per oltre un secolo gli umani hanno dovuto affrontare i Dracones, creature simili agli umani solo nell'aspetto, ma che posseggono poteri pirocinetici. Questi esseri sono stati creati da un drago, l'ultimo della sua stirpe, che, bramando vendetta, li ha spinti a diventare delle armi biologiche per meritare il suo amore.
Ma cosa succede se una di queste creature scoprisse i sentimenti e la distinzione tra bene e male?
Un altro racconto a parer mio filosofico. Mi spiego meglio: i Dracones sono molto simili alle persone fanatiche, in maniera particolare li identificherei con le persone affette da fanatismo religioso.
Quanti atti orribili sono stati compiuti in nome dell'amore o la misericordia degli dei o di un dio, senza magari chiedersi "ma è giusto questo?" oppure "perché si fa questo?". Altro elemento interessante è il fatto che viene sottolineato il fatto che i Dracones assomigliano agli umani e, dopo aver acquistato i sentimenti, diventano a tutti gli effetti umani. Questo significa che coloro che vediamo come nostri "nemici", qualcosa di simile solo nell'aspetto a noi, ma all'interno li percepiamo come dei mostri, in realtà sono semplicemente uomini, con tutti i pregi ed i difetti della nostra razza.
Per questo il racconto si merita un bel 10/10.

LA DOMANDA DI FREY di Martina scagnolari.

Il giocattolaio Frey vive in una città volante con una tecnologia stile steampunk. Lui, che prova una certa antipatia per i draghi robot ed apprezza la bellezza della vita, vorrebbe fare una domanda dell'Ultimo Soffio: ovvero come funziona la torre dell'orologio.
E da questo apparentemente semplice e tecnico quisito gli verrà rivelato il piu importante segreto del suo mondo. Frey si troverà come l'uomo uscito dalla caverna che ha visto la luce e deve ritornare in dietro per diffonderla agli altri. Ma il peso del dilemma della scelta gli renderà ardua una decisione sul destino della sua Nazione.
Racconto ironico, eppure, se vogliamo, esistenziale: Frey, dopo aver scoperto la verità, vorrebbe vivere nell'ignoranza per non portare il peso della consapevolezza che tutto ciò su cui è cresciuto è una menzogna inventata da una classe sociale (i sacerdoti).
Il drago è molto di piu di una creatura: è l'organismo del tutto, colui che è portatore dell'unica verità, cammuffata da secoli di censure, una vittima dell'uomo.
Un racconto che, se vogliamo, possiamo applicarlo ai giorni nostri: quante notizie, una volta scoperte, ci cambiano la vita in maniere irreversibile? E se la storia che ci insegnano a scuola fosse dettata in base a ciò che fa piu comodo?
Si merita un bel 10/10

Due opere davvero intriganti, che vi doneranno humor e riflessioni sulla vita di tutti i giorni.
Un saluto dal vostro drago-gatto e mi raccomando... mai sottovalutare noi draghi!



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