lunedì 23 maggio 2016

Un cuore per un cuore- Once upon a Steam di Ornella Calcagnile



Meow, ciao a tutti, mici ed amici, benvenuti a questa nuova puntata. Oggi recensirò il primo racconto lungo o romanzo breve (è la stessa cosa) di una serie steampunk basata sulle fiabe: Once upon a Steam.
E il primo volume su cosa si baserà? Su Biancaneve e Raperonzolo!

"A Steamwood, nel piccolo regno di Enchanted Forest, Biancaneve e il suo principe hanno conseguito il tanto meritato lieto fine dando persino alla luce una bambina, riflesso della madre: Biancabrina.
Una felicità raggiunta a discapito però della “povera” Grimilde che, sopravvissuta, si è nascosta nella cittadina di Steamgrow e ha ordito una tremenda vendetta a danno della figliastra, lanciando nel momento più opportuno una maledizione sul regno, un sortilegio a cui, per sua sfortuna, Biancabrina è riuscita a sottrarsi.
Tra elementi della fiaba classica e quelli innovativi dello steampunk, una nuova improbabile principessa tenterà di riconquistare il regno che le spetta di diritto e apporre la parola fine sulla sua “nonnastra”. 
 Nell’impresa non sarà sola, ma accompagnata dal fidato amico Dopey e i suoi mecha-nani.
Biancabrina riuscirà a guadagnarsi il lieto fine e portare a compimento la sua vendetta o sarà ostacolata dalle creature di Steamwood e dal Narratante, sommo signore di quelle terre?
Tra ferro e vapore, magie e pozioni, ottone e marchingegni, tutto ha inizio con… Once Upon a Steam."

Che dire, ho letto pochi opere steampunk per fare un paragone (mi duole dirlo, ma si limitano solo ai fumetti) con altri libri, però a parer mio l'opera presenta uno steampunk non puro, ma mescolato alla magia.... quindi un quasi magicpunk?

Ho apprezzato l'idea di paragonare il regno di Enchanted Forest e la sua cittadina di Steamgrow: il primo è in gran parte un regno meno evoluto a livello tecnologico, ma con un'ambiente piu naturale (per dirci, non ci sono gli alberi di ferro di Steamgrow) ed un governo dettato da una monarchia ereditaria; la seconda è una cittadina con un avanzato progresso industriale e magico (abbiamo cavalli ad ingranaggi, complessi idrici, macchine a vapore, frabbriche ecc) il cui potere è detenuto da un'oligarchia  di ricchi. Insomma, ciò mi ha fatto riflettere sulla nostra storia: il boom della rivoluzione industriale, l'emergersi della borghesia e lo scontro con la nobiltà feudale.
I personaggi principali sono resi bene, la migliore è Biancabrina (la versione ribelle e cattivella di sua madre, Biancaneve) e devo dire che  strizzano l'occhio alla loro versione disney, soprattutto nella caratterizzazione di Dopey (Alias Cucciolo) o dello specchio magico di Grimilde. Il crossover con Raperonzolo mi ha sorpreso e devo dire che si incastra bene con la situazione. Anche qui, l'autrice ha fuso le figure di Madre Gothel e Grimilde, facendole diventare un'unica persona. Se guardiamo le versioni disney, entrambe sono divorate dalla vanità.


    (Ecco come me la immagino Biancabrina, solo con i capelli piu corti, da maschiaccio, e stivaloni pesanti invece delle scarpette con i fiocchetti).

L'introduzione di un Narratante, una figura invisibile, quasi divina ( E sospetto sia l'incarnazione dei Deux Ex Machina delle storie) che tira le redini dietro la fiaba, conducendola ad un finale dal sapore amaro.
La vendetta è la soluzione? (O dovrei meglio specificare: la vendetta non studiate e fatta di pancia?) .
Non vi dirò altro, per non rovinarvelo, solo un consiglio, ispirato alla morale, ma da cui un po' si discosta: se volete vendicarvi, fatelo in modo lucido e freddo e soprattutto NON DI PANCIA. Chi ha letto il finale sa di cosa parlo. Ci sono vendette e vendette. Ed il personaggio coinvolto si mette la zappa da solo... a causa dell'impulsività dei sentimenti. Quindi, se volete vendicarvi, prevenite gli effetti collaterali.

                                            (Già, la vendetta è un gelato... con la panna!)

 Andesso partiamo con i lati negativi: nel libro si accenna allo stile vittoriano... ma se siamo in un regno fantastico, dove esiste  l'Inghilterra con la regina Vittoria?  Lo so che serviva per rendere meglio l'idea, ma penso che vittoriano non sia appropriato ad un regno immaginario di una terra fantastica, a meno che non ci sia davvero l'Inghilterra del diciannovesimo secolo nello stesso mondo...
Secondo punto: come diavolo fa Biancabrina, principessina viziata, ribelle, attaccabrighe, combinaguai, scapestrata e piu ne ha piu ne metta, sapere fare le torteimparare a farle in maniera accettabile  (soprattutto per i clienti) in così poco tempo? Un tantino improbabile per una fanciulla allevata a corte.
 Terzo: Ci sono personaggi poco caratterizzati. Partiamo da Grimilde: dopo essere caduta dal dirupo non ha imparato nulla dai suoi errori? Andiamo, una persona reale si sarbbe fatta piu furba. Se soffrisse di psicopatia ci potrebbe stare, dato che per un problema neurologico non sono in grado di imparare della punizioni, ma possono essere piu furbi. Grimilde rimane la stessa, nessun approfondimento, niente di diente. E mi è pure dispiaciuto perché mi sarebbe piaciuto vedere una cattiva approfondita.
Biancaneve è come nel cartone ed il principe pure... lasciamo perdere. Va bene che è ispirato alle fiabe, ma la situazione contestuale è piu seria di quella di Charles Perrault o dei Grimm (mi correggo, la fiaba originale presenta elementi molto piu inquietanti e maturi, ad esempio in alcune versioni la regina strega muore ustionata da delle scarpe di ferro arroventate ).

In conclusione: non è male come libro, ma è stato colpito da alcuni problemini che l'hanno penalizzato. Nel contesto è una storia vivace, con un finale intrigante. Se vi piace lo steampunk ve lo consiglio.

Un abbraccio dal vostro drago-gatto.
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