Segnalazione "Stella acuta notturna" di Ilaria Fulle. Intreccie dizioni

Buonasera a voi, micetti e micette, oggi vorrei presentarvi un thriller psicologico scritto da Ilaria Fulle, "Stella acuta notturna", rapisce il lettore e lo trascina al confronto con temi delicati come violenza sulle donne, scelte irreversibili e ambizione umana.

  • Casa editrice: Intrecci Edizioni
  • Prezzo: 15 euro
  • Pagine: 256

 

                                                                     TRAMA
 

Stella acuta notturna narra la storia di Luca, infermiere, e di Alex, dottoressa dell’ospedale del piccolo Comune della Pianura Padana in cui entrambi vivono. Quando la breve relazione fra i due finisce, il sentimento di Luca nei confronti di Alex si fa morboso, ossessivo: i pensieri di vendetta diventano un passatempo per tenere sotto controllo il desiderio di punire fisicamente la donna per aver troncato il rapporto. Pensieri che rimangono tali fino a quando, a distanza di circa due anni dalla fine della loro relazione, Luca incontra Alex in dolce attesa e insieme al nuovo compagno. Questo incontro e la parallela azione di uno psichiatra smanioso di dimostrare una sua teoria clinica senza poterne però prevedere le conseguenze, scatenano in Luca una reazione inattesa, innescando una serie di eventi che con un ritmo incalzante porteranno la storia e i suoi personaggi a una fine inaspettata.


                                                                          ESTRATTO

 

Controllò l’orologio. Il tempo a sua disposizione con il paziente della camera ventisette era trascorso più veloce del previsto. Aveva solo altri dieci minuti, pochi, ma sufficienti per staccare la sacca di fsiologica, estrarre la grossa siringa che aveva nascosto sotto il filtro, collegarla al raccordo dell’ago nella vena del braccio e iniettare aria. Subito dopo resettò l’orario sul monitor, rimosse la chiavetta usb, riattaccò la flebo e gettò la siringa nel bidone dove si sarebbe confusa tra le tante, riuscendo a concludere tutto qualche secondo prima che i due piantoni si affacciassero alla porta per avvisare di essere tornati al loro posto.

«Siamo qui, professore. Tutto ok?»

«Sì, grazie, anche se il ragazzo è molto agitato.»

Non aveva terminato la frase, che un bip prolungato invase la stanza: i battiti cardiaci erano saliti oltre i centotrenta, la pressione sanguigna schizzata a duecentoquaranta e il paziente, cianotico e tremante, manifestava evidenti difficoltà respiratorie. Un attimo dopo, emettendo un rantolo, girò la testa all’indietro e inarcò la schiena, in preda a violente convulsioni.

A quel punto, il professore si affacciò dalla stanza e gridò al personale di accorrere, ma era tardi: quando arrivarono il malato era già in arresto cardiorespiratorio e vani furono i tentativi di

rianimarlo.

«Ora del decesso 9,35 del 31 gennaio» dichiarò il rianimatore, mentre il medico allegava la documentazione dell’indagine eseguita alla cartella, per poi spiegare l’accaduto al primario di ematologia, sottolineando che il giovane era stato cosciente fino a poco prima della crisi.

«Sì, le due guardie penitenziarie mi hanno già riferito.»

«Ne sapremo di più dall’autopsia, ma sono abbastanza certo che si sia trattato di un’emorragia cerebrale, o forse è più probabile un’embolia gassosa. Con le pareti intestinali in necrosi, basta nulla perché qualche grossa bolla d’aria attraversi la membrana

vascolare e passi in circolo.»

«Meglio così, tanto non ne avrebbe avuto per molto» considerò l’ematologo per poi aggiungere: «Ti ringrazio. So quanto sia stato difficile per te.»

«Figurati, per me i pazienti sono tutti uguali. Purtroppo,

come sai, in casi come questo, morire è la cosa migliore.»

 

 

                                                                         BIOGRAFIA


Nasce a Pavia nel 1964. Si laurea in Medicina e Chirurgia con il massimo dei voti e lode all’Università degli Studi di Pavia. Specializzata in radiodiagnostica, attualmente lavora come libera professionista in centri diagnostici piemontesi, il Cidimu di Torino e di Cuneo. Da sempre appassionata lettrice, nel 2019 scrive il racconto Io, Artemisia pubblicato da Intrecci Edizioni nella raccolta dal titolo La violenza è una vecchia storia, (AA.VV.) Per lo stesso editore, nel 2020 scrive Effetto Evelyne, racconto presente nel volume Racconti dall’appartamento. Stella acuta notturna (Intrecci Edizioni, 2021) è il suo primo romanzo.

 


Commenti

Post più popolari