martedì 28 novembre 2017

"Strada senza ritorno" di Paolo de Chirico




"Raffaele Doria è un giovane uomo con un lavoro, una fidanzata e una famiglia: una vita come tante. Le vacanze da tempo programmate alle grotte di Castellana si tramuteranno in un'esperienza traumatica quando una notte, nell'albergo dove alloggia, sventerà il sacrificio di un neonato. Da quel momento, il mondo di Raffaele cambierà tramutandosi in un viaggio delirante e senza sosta, dove non esiste il confine tra realtà e follia."

Un caloroso benvenuto dal vostro amico pelosetto, oggi parleremo di un thriller psicologico e paranormale, con tinte storiche: Strada senza ritorno.  Abbiamo misteri, sette religiose, pezzi di storia dell'iimpero ottomano ecc. Ma andiamo con calma.
Raffaele Doria, il personaggio principale, non è  affidabile, mi spiego meglio: tutto quello che vediamo è influenzato dal suo punto di vista e Raffaele non sembra una persona nel pieno delle sue facoltà. Lui è un eroe tormentato, sia vittima che carnefice, nato con la rabbia nell'animo, ma anche con un desiderio di giustizia. Mi ha fatto una pena infinita vederlo in balia a queste forze oscure, a tentare di resistere finché ne ha la forza.

La setta religiosa, che prende le sue radici da antichi riti cartaginesi, vuole riportare in vita Draguth Rais, famoso ammiraglio e corsaro dell'impero ottomano. I suoi membri compiono atti considerati blasfemi perfino dalla loro stessa religione, pur di riportare in vita colui che era considerato un diavolo. Metafora forse del fatto che il fanatismo religioso ed i culti satanici sono due facce della stessa medaglia. Il fanatismo, ricordiamoci, spinge i suo stessi adepti ad usare i mezzi piu ipocriti, infangando la stessa religione pur di raggiungere un obbiettivo molto piu terreno di quanto pensiamo.
Draguth Rais qui rappresenta il sonno della ragione, il demone che anima il fanatismo religioso piu spietato.

  (Andrea Doria aveva un gatto dal nome Draguth Rais. Forse perfino il teribile demone era riuscito a stringere amicizie?)

Piccola curiosità: la famiglia genovese Doria era stata storicamente legata al corsaro. Coincidenze? Non credo.

Per tutta la storia saremo col dubbio se quel che vediamo sia un delirio della malattia di Raffaele o se sia veramente tormentato da dei demoni.
Voi cosa dite? Io opto per la terza soluzione: entrambi.
Strada senza ritorno vi porterà in una storia a cavallo tra gli anni '80, gli anni 2000 e nel sedicesimo secolo.

Piccola nota negativa, ma non troppo: la trovata dei turisti italiani trovati casualmente dal protagonista. Un deux ex machina un tantino semplice, ma regge la storia.
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